Kinesiologia

Partecipai ad un corso di kinesiologia in cui il Prof. L. Nahmani disse che le gambe sono paragonabili a due mezze mandibole e i piedi ai relativi denti. È un concetto che richiede un po’ di fantasia per essere compreso: però dopo quattro anni di ricerche sulle reciproche influenze delle strutture portanti del corpo, questo concetto mi è diventato familiare. È ovvia la diversa funzione: i piedi sono la base d’appoggio di tutto il corpo, i denti servono per masticare. Ma questi sono concetti estremamente semplicistici perchè in realtà le funzioni correlate agli organi suddetti sono molto più complesse, tanto da influenzare con meccanismi diversi l’assetto della colonna vertebrale. Il normale allineamento unitamente ad una giusta distanza di una vertebra dall’altra sono subordinati all’equilibrio dei muscoli antagonisti ovvero contrapposti: destri con sinistri, flessori con estensori. Cerchiamo di capire questo concetto con degli esempi: se prendiamo un bottone legato a quattro elastici vediamo come la sua posizione nello spazio sia dovuta alla tensione equilibrata degli elastici; ma se ne tagliamo uno il bottone si sposterà verso il lato opposto, perchè la forza degli altri elastici non è più contrastata da quello tagliato, vale a dire che il sistema trova un’altra posizione di equilibrio, nella quale però il bottone non è più al centro. La struttura portante del corpo umano è costituita da ossa e muscoli: le prime sono l’impalcatura, i secondi sono i “tiranti” che determinano la posizione delle ossa e la posizione di tutto il corpo rispetto a quella grande forza “tirante verso il basso” che è la gravità terrestre. Pertanto paragonando il bottone ad esempio ad una vertebra possiamo capire come la posizione della stessa sia il risultato delle forze muscolari (elastici) che in quel momento agiscono sull’osso in questione. Vi sono però condizioni in cui lo squilibrio muscolare è necessario e fisiologico come ad esempio se mi piego in avanti e ruoto la testa a destra: in questo caso ogni vertebra che partecipa al movimento verrà spostata o ruotata dalla contrazione di alcuni muscoli (nell’esempio i flessori del tronco e la sternocleidomastoidea destro) e dell’inibizione dei loro antagonisti (cioè degli elastici tagliati). Il problema nasce quando voglio stare diritto con il corpo e con la testa, ma non ci riesco perchè non esiste equilibrio tra i muscoli antagonisti (gli elastici contrapposti) per cui le vertebre si spostano mentre dovrebbero rimanere allineate ed il corpo assume gli atteggiamenti deviati, che si possono meglio evidenziare con lo scoliosometro. Se un individuo non riesce a stare diritto in assenza di malformazioni ossee e/o muscolari congenite oppure acquisite (es. poliomelite), è necessario studiare la funzione dei muscoli che determinano la postura, cioè l’atteggiamento del corpo, per capire quali non funzionano e soprattutto perchè non funzionano. Una volta identificati i muscoli deboli (gli elastici tagliati del famoso bottone) e trovata la maniera di renderli tonici, si assisterà ad un raddrizzamento spontaneo del corpo e col tempo ad una diminuzione fino alla scomparsa di quei disturbi che spesso sono presenti in questi pazienti: dolori alla testa, al collo, alle spalle, alle braccia, alla schiena, alle gambe; problemi respiratori, digestivi, mestruali ecc.. ecc.. Perchè esiste un quadro così imponente di sintomi derivanti dall’alterazione della biomeccanica vertebrale? Nella colonna vertebrale è contenuto il midollo spinale, parte Atteggiamento deviato rilevato con lo scoliosometro prima Atteggiamento corretto rilevato con lo scoliosometro dopo integrante del sistema nervoso centrale ovvero del “computer” che gestisce tutte le informazioni (input) che arrivano dal corpo e tutte le istruzioni (output) per le funzioni corporee. Tra una vertebra e l’altra si trovano le radici dei nervi che si distribuiscono in tutto il corpo (cranio a parte) i quali sono paragonabili a dei cavi elettrici per la trasmissione degli impulsi. La condizione per cui il sistema nervoso funzioni correttamente è subordinata al fatto che gli impulsi siano trasmessi senza interferenze, che possono verificarsi quando le radici nervose sono stirate o complesse, come avviene quando le vertebre non sono perfettamente allineate. Questo spiacevole evento può essere dovuto ad esempio ad un trauma violento (caduta, colpo di frusta, ecc.) oppure ad una posizione viziata di lavoro (dattilografe, dentisti, ecc.) oppure ad un microtrauma che però si ripete tante di quelle volte nell’arco della giornata da diventare importante come un trauma violento. I microtraumi ripetitivi che possono influenzare l’equilibrio della colonna sono quelli legati a due funzioni biomeccaniche fondamentali: camminare in modo scorretto per un problema ad un piede, deglutire in modo scorretto per un problema dentale. Per quanto riguarda i piedi il problema è abbastanza semplice da capire: c’è stata una lesione tendinea, articolare oppure ossea e nel processo di guarigione qualcosa non ha funzionato per cui la biomeccanica del piede risulta alterata con o senza dolore.

L’IMPORTANZA DEI DENTI

Il computer cerebrale percepisce anche in assenza di sintomatologia dolorosa, che esiste una differenza tra la possibilità di caricare il peso del corpo su di una gamba piuttosto che sull’altra: quindi in posizione eretta il soggetto tende ad essere deviato, per “caricare” meno il piede dove esiste il problema. Camminando inoltre dovrà assumere il tipico atteggiamento della zoppia: un passo sarà più lungo dell’altro perchè il piede che fa male o che non dà affidamento viene “caricato” per un tempo più breve, mentre l’altro piede sopporterà il peso del corpo per un tempo più lungo. In entrambi i casi, sia stando fermo che camminando, il soggetto avrà una distribuzione diversa dei carichi sulle due gambe, che si accompagnerà a una deviazione del bacino, quindi della colonna vertebrale, ed alla fine anche della testa. L’altro fattore che influenza l’equilibrio della colonna è la biomeccanica del cranio, che comprende funzioni estremamente più complesse di quelle dei piedi: respirazione, fonazione, masticazione, deglutizione. Basti pensare che un terzo dei circuiti cerebrali deputati all’elaborazione delle istruzioni per la periferia vengono utilizzati per la gestione di queste funzioni, che inoltre sono tutte in vario modo collegate all’OCCLUSIONE, cioè alla presenza, all’allineamento, al combaciamento dei denti. Il microtrauma derivante dalle anomalie dentarie che causano una occlusione patologica si manifesta soprattutto durante la deglutizione, atto vitale e ritmico come il battito cardiaco. o la respirazione, che si ripete 1000/1500 volte nelle ventiquatt’ore e quindi anche durante il sonno. La deglutizione ci accompagna per tutta la vita: dai primi mesi di gravidanza quando nell’embrione si forma lo stomodeo (cioè la bocca primitiva) fino all’ultimo respiro. E siamo arrivati al dunque cioè all’importanza dei denti nell’equilibrio generale dell’organismo ed in particolare del cranio e della colonna vertebrale. Facendo ancora un paragone con i piedi, si può notare come la reflessologia podalica sia una scienza antica riscoperta di recente e tornata di attualità come terapia alternativa e complementare alla medicina: la reflessologia dentale è invece una scienza neonata, figlia della kinesiologia applicata e quindi dal sottoscritto battezzata kinesiologia odontoiatrica. Attualmente in Italia viene studiata e praticata, in collaborazione con chi per primo ha intuito l’importanza della relazione denti-postura vale a dire il Dott. Jean Pierre Meersseman, dalla mia equipe e da un ristretto numero di professionisti che hanno partecipato ai nostri corsi e seminari di aggiornamento. Morso coperto Test di Meersseman.

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