Lesioni

FisiOlisticCenter • 11 aprile 2011

La malattia è un fascio convergente di cause, troveremo sempre un elemento di lesione strutturale che potrà essere una causa o una conseguenza; mentre la lesione è uno squilibrio delle tensioni legamentose, muscolari o della fascia. Esistono due tipi di lesione. La prima è la lesione traumatica, la seconda la lesione fisiologica. Entrambe possono essere consecutive a uno o più traumi. La lesione traumatica è quando due superfici articolari non possono più avere movimento l’una sull’altra. La lesione fisiologica è quando si ha un movimento ridotto o assente da un lato e un movimento opposto normale. Per le lesioni fisiologiche esiste una cronologia: la lesione può essere primaria e portare delle conseguenti lesioni d’accomodamento (secondarie). Per esempio il dolore può essere sulla spalla e sarà una lesione secondaria, dunque d’accomodamento e quindi la lesione può essere a livello del sacro oppure a livello del ginocchio ecc. Dunque il nostro ruolo sarà di trovare la lesione che ha causato questa sintomatologia. La lesione secondaria può diventare anche primaria; per esempio se questa lesione ha creato altre lesioni consequenziali a questa è praticamente la primaria in confronto a quelle successive. Correggere la lesione secondaria può aiutare ma sarà sempre insufficiente per arrivare poi alla cura. Importante è differenziare una lesione secondaria da una lesione di secondo grado. La lesione di secondo grado è una lesione che è venuta a sovrapporsi ad una lesione già precedente. Il nostro ruolo dunque consiste nel normalizzare le lesioni strutturali per aiutare l’organismo a poter lottare in modo migliore e soprattutto a ritrovare l’omeostasi. L’ideale sarebbe che il nostro ruolo sia preventivo e non solo curativo. Per questo sarebbe importante intervenire sui neonati o sui bambini, perché col parto avvengo lesioni craniche ed è ovvio che in questo caso siamo molto più efficienti, oltre alla prevenzione è molto importante anche essere curativi. Ora spiegheremo cosa succede quando un osso si articola con un altro osso. L’osso può muoversi nell’interno dei limiti fisiologici in rapporto a un punto neutro. Esempio: immaginiamo la testa come un osso che chiameremo A e il tronco un osso chiamato B; il punto neutro è quando guardiamo davanti a noi. In rapporto al punto neutro l’osso A, può ruotare a destra, e a sinistra. Immaginiamo di fare una rotazione a sinistra dell’osso A in rapporto all’osso B, si spinge la rotazione al massimo del limite fisiologico (possibilità di movimento). È importante sapere che la rotazione può spingersi oltre alla barriera fisiologica, fino ad arrivare al contatto osseo (Barriera anatomica). Chiamiamo barriera fisiologica i legamenti, i muscoli, le fasce; chiamiamo barriera anatomica l’osso, e chiamiamo punto di salute il punto neutro. Per i Terapisti Manuali i limiti si situano all’interno della barriera anatomica.

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