Un Maledetto Circolo Vizioso

FisiOlisticCenter • 11 aprile 2011

Ciascuno ha dei punti deboli nel sistema difensivo: genetici o acquisiti, temporanei o permanenti e spesso la manifestazione più evidente della malattia (es. dolore, squilibrio ormonale, depressione) non è che la conseguenza di un altro fattore meno evidente e determinante. Questa considerazione potrebbe spiegare come certi pazienti guariscono subito (terapia mirata sul problema principale) ed altri non guariscono mai (terapia inutile se non dannosa perche mirata sul problema secondario). Per fortuna dei medici ma soprattutto dei pazienti la regola del triangolo funziona anche al contrario: se viene curato uno solo dei tre lati, ma in modo efficace, anche gli altri due ne risentiranno positivamente. Ad esempio: paziente depresso che soffre di mal di testa e disturbi intestinali. Prende farmaci per dormire e per il mal di testa che però sottopongono il suo fegato ad uno stress chimico e segue una dieta restrittiva per poter digerire ed andare di corpo più o meno regolarmente. La dieta però la fa sentire handicappata e questo stress psicologico non fa che aumentare la sua depressione. Il fegato stressato d’altra parte non funziona regolarmente e quindi non può assolvere pienamente al suo compito di filtro nei confronti di tutto ciò che ingeriamo: da qui la digestione anormale che provoca tra l’altro mal di testa. Il mal di testa ovviamente contribuisce ad abbassare il “morale” della paziente contribuendo alla depressione e la preoccupazione derivante da questi malesseri, si ripercuote sull’apparato digerente (gastrite, ulcera, stitichezza, diverticoli, ecc.) che è molto sensibile al nostro umore. Dunque un maledetto circolo vizioso dove un fattore negativo ne produce altri che favoriscono il mantenimento del primo e quindi della malattia. Se si riesce a diminuire il mal di testa la paziente acquisterà iducia nel medico e in se stessa, prenderà meno farmaci, il fegato funzionerà meglio e così l’intestino: è l’inizio della guarigione.
La kinesiologia applicata permette di misurare la tolleranza biologica, vale a dire ci consente di realizzare la capacità di adattamento del paziente nei confronti dei vari stress che lo bersagliano e ci consente di indirizzare la terapia nel modo più efficace per aiutare il corpo a reagire, cioè a ritrovare l’equilibrio e quindi a guarire.

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